Sentiamo parlare ogni giorno di “anarco-insurrezzionalisti”, attribuendogli le ideologie e radici storiche più disparate, generando così una grande confusione ed ignoranza.
Per comprendere meglio dove è nato il pensiero anarchico occorre rivolgere lo sguardo verso la Germania, più precisamente a Berlino, poco prima della metà del 1800. E’ qui che, anni prima di Bakunin e Malatesta, germogliò il seme del pensiero anarchico, attraverso le parole di Max Stirner. Il clima culturale era tutt’altro che favorevole: la filosofia tedesca si cullava ancora nell’ idealismo Hegeliano, la civiltà industriale era agli inizi, la religione manteneva ancora la sua ferma presa su tutto l’occidente. La pubblicazione de “L’Unico e le sue proprietà” nel 1844 generò subito un forte sbigottimento, poi una totale indifferenza, a causa dell’abissale distanza del pensiero estremista di Stirner da quello dei suoi contemporanei. Solo Marx ed Hengels ne terranno conto; forse furono gli unici lungimiranti che compresero subito la portata che avrebbe avuto il messaggio di Stirner nei decenni successivi. La sua professione di totale nichilismo era effettivamente inaccettabile ai più: l’uomo è al di sopra della morale, poiché non esiste morale; l’uomo è al di sopra di Dio, poiché non esiste alcun Dio; l’uomo ha solo il proprio Io, poiché la società stessa, basandosi su illusioni, è anch’essa un mezzo di controllo ed un’illusione. L’inno all’individualismo di Stirner è il più puro e splendente esempio di anarchia cristallina, un egoismo che si spinge all’estremo e concede agli altri solo il suo manifestarsi. “L’unico” era un affronto ai principi artificiali, all’erudizione libresca, ai sistematizzatori occidentali, alla società ordinata. Una contestazione totale, che appare tanto più profetica alla luce di ciò che avverrà nel secolo successivo. L’alienazione dell’uomo post-industriale, il nichilismo di Nietschze, lo stesso movimento anarchico che si ramificherà in tutta Europa all’inizio del secolo. Fino ad arrivare ai giorni nostri, dove una società basata su quei “principi artificiali” di cui parlava “L’unico” tenta di azzerare il pensiero introspettivo e l’individuo. Sopratutto oggi, quindi, possiamo davvero intuire l’eccezionale importanza delle visioni di Max Stirner sul pensiero occidentale. (tratto da "Ricreazione". Mai andato in stampa)
Annunci