Oggi si parlava di Rivoluzione Francese. Si notava come, negli ambiti più disparati, non riuscissimo a combinare qualcosa di buono, che non giungesse all’eccesso e quindi diventasse dannoso per noi stessi.  Qualche esempio? In ordine cronologico.

-La Riv.Francese diceva: potere decisionale al popolo… benissimo! Ma quando il popolo ha un potere di diritto dopo qualche secolo si dimentica del motivo per cui l’ha ricevuto, e tende a disinteressarsene. Nel 1700 la borghesia sentiva il bisogno fisiologico di avere un ruolo politico perchè effettivamente si interessava di politica (in senso moderno) molto più di quanto facessero i nobili che fino ad allora detenevano il potere. Oggi quanti si interessano criticamente di politica prima di deciderne in merito? Il troppo privilegio ha portato ad una svalutazione dello stesso.

-Nietschze si divertì a minare allegramente l’edificio etico e morale pre-esistente, senza curarsi di costruire qualcosa al suo posto. Questo può andare benissimo, finchè il suddetto edificio è bello imponente e consolidato. Ma un secolo di nichilismo non lo sta forse corrodendo all’estremo? E cosa è stato eretto al suo posto?

-Il consumismo globale positivista è stato una colonna portante del rilancio dopo due guerre mondiali. Il benessere medio è consistentemente aumentato negli anni ’50 e ’60, tanto che ogni familia potesse permettersi, ad esempio, un’automobile ed un televisore. Oggi, dopo 50 anni di usa e getta intensivo, ogni cosa dura il tempo di una moda o di una stagione, salvo poi essere sostituito.

Qual è il denominatore comune di queste dinamiche apparentemente poco legate l’una con l’altra? Quando ci si scorda da dove si è partiti si perde la percezione di quanto in là ci si possa spingere.

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