Mi chiedo cosa differenzia l’artista dal resto delle persone. Il talento? L’originalità? L’estetica? Forse semplicemente un po’ di follia in più. Ci può essere il genio artistico senza l’instabilità mentale di uno psicolabile? Non è una domanda retorica, me lo sto chiedendo davvero! Forse l’artista è solo uno molto originale, che esprime cose a cui gli altri non riescono ad arrivare. Oppure ha le stesse conclusioni del resto delle persone, ma la sua particolarità sta nel modo di esprimerle. O l’unione di entrambe le cose! E per quanto riguarda le "cose" a cui giungere, forse sono accessibili a tutti, ma loro sono riusciti a sbirciare dentro quella fessura che noi vediamo impercettibile, oppure non percepiamo proprio. Le sostanze quali droghe, alcool, sogni, visioni, schizofrenie non sono altro che squarci che si aprono in questa cortina che tutti noi abbiamo davanti. Ci spalancano le porte del paradiso, o dell’inferno. E spesso l’artista percorre solo il viaggio d’andata verso queste destinazioni. E’ assai difficile stabilire quanto occorra fermarsi in queste località, quando sia il momento di ritornare dalll’altra parte. Si rimane spesso fregati. Si cammina in equilibrio sul bordo dell’abisso finchè non si cade di sotto. Spinti, troppo "fuori" per accorgersene, oppure semplicemente per propria scelta. Perchè, l’autodistruzione non è forse una scelta? Forse una vita dedicata all’autodistruzione ha gran valore da essere vissuta. Tutte le esperienze della nostra esistenza si fanno tese ed affilate, tirate ai due estremi fino a spezzarsi, in un lasso di tempo brevissimo. E così intenso. Vite così vengono ricordate, in un modo o nell’altro, nel tempo. Chi invece si ricorda di un signor Nessuno? Sguazza mediocremente in questa pozza per sessanta-settant’anni, per poi sparire in punta di piedi come era giunto. Non sto dicendo cosa sia meglio. Non lo so. Il signor Nessuno non ha sofferto in modo indicibile come può soffrire chi ha davanti a sè l’Inferno tutti i giorni, e le palpebre tenute aperte per non poter distogliere lo sguardo. Si tratta solo di capire le proprie priorità. Magari facendosi guidare dall’istinto.

Annunci