Ieri sera sono andato a vedere la manifestazione "Arcipelaghi sonori" a S.Cesario, paesino di provincia. Sono entrato assai scettico, ed ho pensato bene di alleviare il probabile tedio che mi aspettava con qualche birra. Ebbene si tratta di musica etnica: il primo gruppo entra con un violino, contrabbasso, chitarra acustica, fisarmonica e piva (cornamusa emiliana). Inizio già a temere per il peggio. Invece il repertorio è abbastanza spigliato e fresco, seppur un po’ noioso e ripetitivo a lungo andare. I primi performer si chiamano "BonificaEmilianaVeneta"; sono un misto reggio-lombardo-piemontese che rivisita in chiave folk (ma neanche troppo) grandi successi del secolo scorso quali danze popolari, valzer etc. Nonostante un suonatore di piva che "ci crede un sacco", ed inneggia al pubblico dimenandosi come un derviscio, l’allegra compagnia dopo un’ora ha già ampiamente esaurito l’interesse del pubblico. Avanti il prossimo, ed è molto meglio: gli "Zar", un gruppo danese con frontline di doppio violino, chitarra, contrabbasso. La prima canzone fa pensare ad una cover dei valzer di prima, e già il pubblico trema. Invece ecco apparire come una visione angelica la cantante del gruppo, una graziosa pulzella danese, a cui chitarrista e contrabbassista fanno platealmente la corte per tutto il concerto. Già, ho dimenticato di dire che i colleghi della suddetta pulzella sono pressochè casi umani: un contrabbasso che assomiglia in modo inquietante all’informatico di jurassic park (il ciccione che ruba gli embrioni); un cantante che ha una paralisi facciale che lo fa rimanere con un sorriso ebete qualunque cosa accada; un violinista emarginato che ha problemi di popolarità e se ne sta praticamente fuori dal palco; infine l’altro violinista che non ha segni particolari, ma anche lui tanto normale non sembra. Però, dicevamo, il repertorio con la cantante cambia registro, e i cinque si esibiscono in ballate folk alla "Low", molto suggestive ed arrangiate altrettanto bene. La cantante aumenta decisamente l’appeal del gruppo. Insomma, un successo, anche se accade di doversi sorbire degli intermezzi di polke per soddisfare l’ego del violinista (l’altro violinista come detto si sente molto solo). Il pubblico applaude nonostante ci siano evidenti problemi di comunicazione tra vecchiette dell’appennino e danesi che parlano al massimo inglese. Bis! Il bis dura praticamente come il resto dello spettacolo, però va bene anche così. Gli "Zar" sono stati bravi ed hanno incendiato il pubblico cesarese! Sull’interesse del momento medito anche di prendere il loro cd per farmelo firmare dalla cantante, così magari da cosa nasce cosa, ma alla fine desisto perchè quei 15 euro saranno molto più utili a Parigi.

Brani imparati oggidì: mad world (tears 4 tears), avalanches, famous blue raincoat (Leonard cohen)

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