Si stava banchettando al mezzodì quando dissi a mio padre:"Hei, lo sapevi che anche Jim Morrison alla mia età leggeva Nietzsche? Però a lui non ha fatto bene". "Neanche a te".
A questo punto rimango un po’ di sasso per quell’attacco frontale (sono permaloso) e chiedo spiegazioni. Secondo il suo punto di vista Nietschze nega la verità, pensa solo a distruggere. Ci ho riflettuto.
Credo che bisogna considerare il periodo storico in cui ha vissuto: Nietschze scriveva in un’epoca dominata dalla metafisica e da un edificio morale e dottrinale cristiano ancora imponente. La sua
straordinarietà risiede appunto nell’aver saputo per primo fare scempio dell’etica del suo tempo, iniziando a minare dalle fondamenta la costruzione. Però, nel 2006, molti altri mattoni
sono venuti giù, se non tutto l’edificio. Passeggiamo in mezzo alle macerie del rigore morale che c’era a fine ‘800. Quindi questo attacco spietato oggi rischia di essere solo un inutile e nocivo accanimento sul cadavere.
Se Nietzsche aveva molte ragioni per pensare ad abbattere ciò che già c’era, prima di preoccuparsi di cosa ci sarebbe dovuto essere al suo posto, oggi invece questo problema si pone in seria discussione.
Oggi dobbiamo trovarci un’altra verità, i nipotini del filosofo hanno già pensato da tempo a togliere gli ultimi residui del vecchio ordine. Penso sia proprio questo vuoto il problema fisiologico che noi moderni avvertiamo.
A ben pensarci…sì, in effetti leggere Nietzsche oggi può mettere in testa cattive idee.

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