Avete notato la metamorfosi del quiz televisivo in cinquant’anni? Una trasmissione simbolo del capitale e del boom economico. Ai tempi della signora Longari il meccanismo era il seguente: lo spettatore da casa prova ammirazione per il concorrente espertissimo in un determinato argomento, che si ritrova a superare il difficile scoglio di domande impossibili per portare a casa il monte-premi. Oggi cosa è cambiato? Affari tuoi, il prototipo del quiz (e della televisione) moderno: vince il concorrente che ha più culo. Tu da casa, potresti benissimo essere al suo posto. Anzi, probabilmente sei pure più intelligente di questo troglodita che parla romanaccio e apre delle scatole. Così come potresti essere meglio di quelli che bisticciano su un’isola deserta su canale 5. Ci siamo ritrovati ad odiare in modo così viscerale i cosiddetti "intellettuali", che li abbiamo sradicati da qualsiasi proscenio mediatico. Ora la "cultura moderna" (ahimè altra trasmissione specchio dei tempi) consiste nell’essere cugino di questo, essere particolarmente casinisti, sboccati, meglio se sfacciati e ingnoranti: tanto per non far sentire sminuito lo spettatore da casa. I "secchioni" in televisione li vediamo solo come esempio dello sfigato contemporaneo; perchè non accostarli a delle gnocche così, senza un senso? Ed ecco "La Pupa e il secchione"! Non guardatemi così. So solo come si chiama, giuro che non l’ho mai visto.

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