Forse alcuni lo sanno già, ma i più lo ignorano, in quanto la notizia è passata sotto silenzio. Quindi, a scanso di equivoci ve lo annuncio io:

ECCE BOMBO TORNA AL CINEMA!

Il secondo film di Moretti (1978) uscirà in versione restaurata in Dicembre (e se non lo andate a vedere…ve lo meritate Alberto Sordi!) . Sono felice che un film di questo spessore, il manifesto di un momento storico così controverso, possa essere accessibile anche al pubblico più giovane. Le vicissitudini di Michele sono state quelle di molti giovani, e lo sono tutt’ora. L’incomunicabilità con i propri genitori, con i propri modelli, con il proprio tempo. L’apatia sottile e tormentata, in perenne attesa che finalmente accada "qualcosa". Avvertire che bisogna farlo, questo "qualcosa", ma non si hanno le idee chiare e si ha paura di se stessi e degli altri. Sentirsi poco capiti, ma al tempo stesso incapaci di darsi da fare; volersi distinguere, ma non riuscire ad andare oltre la sterile polemica. Vedere gente, fare cose, espandere l’area di coscienza. Ci siamo sentiti spesso così, e mai nessuno l’ha descritto in questo modo, così personale e particolare. Un film che racconta il suo regista, lo mette a nudo. E’ sconclusionato e brillante, pieno di idee alla rinfusa, disordinato come "noi ggiovvani". Fa un po’ tenerezza oggi vedere quel Nanni Moretti, giovane, baffi e capelli, un po’ idealista ed un po’ complessato. Proprio quest’ anima così tormentata eppure così ingenua nei suoi eccessi è il segreto del suo periodo migliore. "Ecce Bombo", "Sogni D’oro", "Bianca", fino ad arrivare all’epitaffio di "Palombella Rossa". In ognuno di essi c’è una sfaccettatura diversa, c’è un frammento del suo pensiero prima di tutto, una sua intimità che ci viene svelata e ci rende in qualche modo partecipi della sua vita. Bianca è il suo apice formale, il suo film più maturo. Palombella Rossa il più complesso, una allegoria di forte carica evocativa ed originalità espressiva. Ma con l’età si cambia, e Moretti sembra diventato imbolsito, disilluso ed anche un po’ snob. L’insicurezza ha lasciato posto ad una smaliziata arroganza. Oltre che poveri di idee, i suoi ultimi film non hanno più l’intensità di un tempo, sono più finti, più costruiti. Forse è solo una fase diversa, che lui giudica come una naturale evoluzione del suo modo di fare cinema. Ma non riesco proprio ad apprezzarla. Così come la sua discesa in politica. Nanni, vogliamo il musical sul pasticcere trozkista!

 

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