Dopo il contradditorio concerto di venerdì sera è venuto il momento di fare una riflessione sul panorama nostrano delle band emergenti. Non è una vera e propria scoperta, ma una convinzione latente che si è concretizzata solo alla luce dell’accoglienza tiepida e discorde ricevuta dal pubblico: non rispondiamo alle attese di chi ci ascolta. Certo, i pareri positivi non sono mancati, qualche d’uno anche entusiasta. Ma la sensazione maggiore era lo spaseamento, di fronte ad una proposta musicale, la nostra, che ritengo essere abbastanza inconsueta, sopratutto se rapportata a ciò che c’è in giro.

Non siamo virtuosi; la nostra forza non risiede certo nella tecnica che, anzi, è abbastanza grezza. Siamo convinti però di proporre qualcosa di originale, nuovo, inconsueto. La nostra parabola artistica ci ha portato a riassaporare antichi umori emiliani, quelli dei cccp di Lindo Ferretti, quelli della nostra terra, e rielabolarli in chiave contemporanea, apportando la nostra esperienza nei testi, nelle melodie, negli arrangiamenti piuttosto eclettici. Tutto questo astruso castello di idee è caduto però nel confronto con la realtà: nelle cosiddette "serate", ci viene chiesto di fare il nostro compitino, di suonare cover, di fare schitarrate in libertà, senza tanti grilli per la testa. E’ imbarazzante per me tentare in modo disperato di comunicare qualcosa, il nostro messaggio, che ci sentiamo dentro, e vedere dall’altra parte incomprensione e sufficienza.

Attenzione: io non sto accusando di essere coatto il nostro pubblico. Il problema sta proprio nella diversa concezione che abbiamo di intrattenimento musicale; è capitato che venisse messo su il cd di un’altro giovane complesso dopo la nostra esibizione, che spandeva per la sala bolse cavalcate all’AC/DC, ritrite ballatone alla Guns’n’Roses, e via dicendo. Io conosco di persona diversi membri di quel gruppo e, pur nutrendo profondo rispetto ed ammirazione per la loro perizia tecnica, mi annoia a morte quel tipo di musica. Ebbene, nelle facce improvvisamente diventate luminose degli avventori ho potuto vedere la mia sconfitta, di fronte ad una proposta che viene giudicata molto più invitante della nostra. D’altro canto, la colpa non pende mai da una parte sola, e di certo sarei presuntuoso a non ammettere le lacune del complesso. Sarebbe bello però vedere ogni tanto che qualcun altro riceve le stesse sensazioni che hai tu quando suoni la TUA musica. Forse un giorno questo accadrà, basta solo aspettare, e già che ci siamo fare qualcosa per migliorarci. Come si dice? Chi vivrà vedra…

Annunci