In questi giorni passa per la televisione una pubblicità informativa sulle lavastoviglie. Il messaggio ha lo scopo di convincere le donne più diffidenti dell’utilità pratica di questo elettrodomestico. A cosa è dovuto un simile interessamento? Secondo una recente ricerca, la lavastoviglie è ancora poco diffusa nel nostro paese. La causa sarebbe da ricercarsi nella reticenza femminile ad affidare una propria mansione, lavare i piatti, ad una macchina, nella convinzione che un lavoratore meccanico potrebbe toglierle dignità e importanza. Non so quanto di vero ci sia in queste affermazioni, che mi limito a riportare, ma il quadro appare quanto meno desolante. Se così fosse, una volta di più si evidenzierebbero i limiti del pensiero femminista: se una donna ancora pensa la sua importanza in relazione a quello che fa in cucina, è lei la prima a precludersi quelle strade che le pari opportunità vorrebbero garantire ad entrambi i sessi. Un cambiamento significativo dovrebbe essere sospinto da una predisposizione mentale matura per esso; senza questa, con una sterile invettiva contro la società si fa poca strada.

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