Mettiamo in chiaro una cosa: sui deputati condannati in via definitiva, Beppe Grillo ha ragione da vendere.
Eppure è singolare come la sua iniziativa manchi di lucidità, di acume e saggezza. La forma brutale in cui espone le sue confuse idee è diventato il principale argomento di discussione, sulla televisione così come nell’immaginario collettivo. Dal contenuto, il dibattito si  è spostato sulla forma. E certo per colpa sua. Evidentemente, Grillo non si accorge di quanto sia nociva ai suoi intenti la retorica dell’agitatore di piazza. Fa il gioco dei suoi detrattori, ma sopratutto non fa gioco a se stesso.
Ultimo è venuto lo sperleffo, di dubbio gusto, a Romano Prodi. Definito a suon di camomille, valium, occhi chiusi. Inutile rimarcare come sia inelegante un comico che contesti una personalità di spicco irridendo i suoi tratti fisici o la sua indole. Come se votassimo (e qualcuno lo fa) il presidente del consiglio dal fatto che ha l’occhio spiritato, il portamento elegante, oppure la mise da navigatore.
Avrei rimorsi se continuassi ancora. Il resto che avrei da dire, già molti prima di me l’hanno detto, ed in modo molto migliore. D’altronde, l’argomento è già sospeso in quel limbo che separe la moda del momento dalla moda appena passata, e non esporrei che banalità ed argomentazioni già sentite.
Se volete un parere illuminante, ma anche curioso, sull’argomento, ascoltate cosa ha detto Daniele Luttazzi. Dico curioso, perchè si tratta di un altro comico che spesso ha valicato il confine tra satira ed impegno politico. Eppure il suo giudizio è lucido, lineare, impietoso. Chapeau.
E qualcuno ci salvi da Mauro Mazza e dal tg2.

La genealogia dell’antipolitica

Ma noi ubbidiremo solo al solo e unico demagogo, colui che sa veramente quello che la gente vuole…Cetto La Qualunque!

 

"Specificatamente, qualunquamente, indistintamente, io vi dico:   cchiù pilu pe’ tutti! CCHIU’ PILU PE’ TUTTI!"

Annunci