"Nei dodici punti di Veltroni c’è tutto tranne l’essenziale. Ci trova il congedo di paternità, il Sud che diventa un hub, l’energia pulita con il sole e con il vento come nel Mulino Bianco"

(Giulio Tremonti, vicepresidente FI, intervistato su Repubblica del 24 Feb)

Tra le note stonate, che rendono la destra nel nostro paese un’anomalia rispetto agli altri partiti di stessa fazione nel resto d’europa, c’è n’è una poco pubblicizzata, la posizione sull’ambiente.
Posizione che non c’è. Infatti emergenze globali, ma estremamente urgenti, come l’inquinamento, l’emissione di gas serra, sono del tutto assenti dai programmi elettorali della destra italiana, almeno da vent’anni a questa parte. Quando un giornalista a confronto con un senatore di forza italia (in questo caso Tremonti) tira in ballo la questione, il fardello ambientale viene visto come un sollazzo da hippies, trattato con disprezzo e fastidio, meglio passare oltre, ‘perchè i problemi del paese sono ben altri’.
Nulla in contrario. Ma i problemi del paese sono ANCHE questi, in quanto la vertiginosa ascesa delle malattie respiratorie (se proprio vogliamo restare sul pragmatico) è una terrificante e attualissima realtà del mondo occidentale, e soprattutto del nostro paese, che ha fatto davvero poco per correre ai ripari.
Certo, far capire ad un elettorato poco lungimirante (per usare un eufemismo) come quello a cui fa riferimento Tremonti l’urgenza del problema ambiente è un compito arduo. Abituati come sono a proclami estremamente mirati e diretti alla sfera emozionale situata nel basso ventre, si sentirebbero improvvisamente persi davanti ad un cambio di ritmo nella nenia quotidiana. E certo non è materia che porta voti.
Ma una coalizione che vuole governare un paese non può portare in campo solo una frazione di quelli che sono gli interessi della nazione (non dico dei cittadini), fregandosene del resto. Questo infatti non accade in Francia, ed altre nazioni dove la destra è al potere: nonostante facciano gli interessi delle lobby, c’è pur sempre una ‘ragion di stato’ che è territorio bipartisan di accordo. E gli effetti dell’inquinamento su ogni sfera del vivere umano rientra certo tra quelle urgenze che vanno oltre le differenze di schieramento ideologico.

Quando fu il momento di gloria di Vittoria Brambilla, Storace scherzò:"le farei fare il ministro dell’ambiente". Come a dire, le farei pulire i cessi di Montecitorio.
Se questa è la considerazione, stiamo freschi.  Anzi, staremo molto più al caldo, e più in fretta di quanto si pensi.

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