da "La Repubblica" del giorno:

Alessandra Borghese? Rampolla della ‘nobiltà nera romana’? Viene fortissimo il sospetto che sia una qualche nipote di quel Junio Valerio Scipione che attentò alle istituazioni democratiche. La notizia sarebbe forte: in confronto all’ufficiale della Decima MAS, lo stesso Cuffaro (anch’egli compare nell’UDC) sbiadirebbe al livello di un dilettante: quasi un devoto funzionario dello stato italiano.
Sinistro come certi nomi e personaggi riemergano nella nostra politica. Ma come se non bastasse, si scopre che la baldanzosa Borghese ha dedicato un libro al Papa ("Sulle tracce di Joseph"), di cui è intimissima amica. Rammentiamo anche la sua ultima pubblicazione, di tono analogo:"Lourdes, i miei giorni al servizio di Maria". Giornalista e scrittrice, si è convertita al cristianesimo nel lontano 1998, e successivamente ‘plasmata fino a diventare ratzingeriana di ferro’.

La conclusione è quantomai ovvia: papa Ratzinger è un golpista, e la sua amica Alessandra, incline alla Reazione da ascendenza paterna, si è presto convinta che un regime di vescovi è adesso più fecondo ed auspicabile di uno di colonnelli.
Attendiamo presto notizie della sua elezione a parlamentare nella regione Lazio.

Nota a margine:"Un’avventura" di Lucio Battisti sarà l’inno dell’UDC. Ennesimo schiaffo post-morte ad uno dei cantanti italiani adottati dalla destra in epoca di contrapposizione dei blocchi (scrissi qualcosa a riguardo l’anno scorso). Invece la canzone del PD sarà "Mi fido di te" di Jovanotti; una scelta beffardamente azzeccata.
Dulcis in fundo, il misconosciuto Vantini confeziona l’inno del PdL, il cui titolo è già tutto un programma:
"Meno male che Silvio c’è"
Non perdetevi il video.

Annunci