Il video della trasmissione "Che Tempo Che Fa", in onda sabato scorso, dove Fabio Fazio aveva come ospite Marco Travaglio.

Il povero Travaglio, le rare volte che compare in televisione, non raccoglie molta fortuna.
Era capitato con Luttazzi, quando nel 2001 il suo intervento fece chiudere i battenti a Satirycon, è successo sabato, dove ha alzato un gran polverone e lo sdegnato commento delle parti politiche.

Colpisce, ma ormai dovremmo averci fatto l’abitudine, l’univocità del dissenso. Non solo la destra ha attaccato Travaglio, come era scontato, ma neppure la Finocchiaro, intervenuta a portavoce del PD, ha sostenuto l’intervento del giornalista. Ed ovviamente, ad essi si è aggiunto Fazio (il cui timore per il politicamente scorretto rasenta il patologico). Solo Di Pietro è intervenuto in contrasto all’opinione comune.
Quali sono le colpe di Travaglio? Curiosamente, ciò che ha fatto molto scalporeè stata la sua dichiarazione sulle amicizie mafiose di Schifani. Si dice che fosse un insulto. Si dice che avrebbe dovuto avere un contradditorio.
Tuttavia, si chiede giustamente il giornalista, perchè una serie di fatti documentati dovrebbero costituire un insulto, e perchè qualcosa che è effettivamente accaduto dovrebbe necessitare di un contradditorio, come se fosse un’opinione?
Difatti, nessuno ha protestato circa la falsità delle sue dichiarazioni (che infatti sono comprovate), ha disturbato piuttosto il fatto stesso che le abbia enunciate. Decisamente uno sdegno non molto onesto, da parte di tutti.

In cos’altro, allora, ritengo abbia sbagliato Travaglio? In un’affermazione precedente a quella delle amicizie mafiose. Precisamente, quando paragona Schifani ad un lombrico, alla muffa. Questo non è un fatto (per quanto sia d’accordo sull’opinione espressa), in quanto Schifani ad un esame medico risulterebbe un mammifero appartenente al genere umano. Perciò, il suo assomiglia molto ad un insulto. Espressa in quella sede, è stata decisamente una mossa fuori luogo.

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