Strana fantascienza quella di Stanislaw Lem. Rispecchia del resto la particolarità del suo personaggio. Medico, ma anche appassionato di filosofia e fisica. La poetica di Lem si discosta dalle ucronie e i divertissment fantastici di certi autori americani, per avvicinarsi piuttosto all’approccio tecnico e scientifico di Asimov. I suoi libri, Solaris certo è il più famoso, propongono spesso tematiche care alla filosofia della scienza, quali l’intelligenza artificiale e i limiti della computabilità. Ma vi si trovano anche il lessico tecnico della fisica e della matematica (spazi hilbertiani, catene markoviane, bosoni & gluoni…), e tematiche più squisitamente filosofiche (il solipsismo, le other minds, la felicità).

Cyberiade, ovvero Viaggio comico, binario e libidinatorio nell’universo di due fantageni narra le avventure fantascientifiche di due scienziati, Trurl e Klapaucius, in viaggio nell’universo. Vi sono tutti gli elementi citati sopra, in un mix davvero geniale ed interessante.

Per esmpio, un capitolo del libro si intitola "I draghi della probabilità". La Teoria generale della draconicità classifica i diversi tipi di inesistenza di queste creature, distinguendo gli a-draghi, i draghi- (draghi con il segno meno), ed i più interessanti, i draghimenni. Questi ultimi danno origine ad un noto paradosso dracologico: quando due draghimenni sono ipercontigui (operazione algebrica simile alla moltiplicazione), il prodotto è zero-vergola 6 draghi, un vero rebus. Tra gli esperti infuria il dibattito: questa bestia frazionaria inizia dalla coda e manca di testa, oppure discende dal capo alle sue parti inferiori?
Ma c’è di più: i draghi sono impossibili solo in senso probabilistico (e qui si sente l’eco della termodinamica statistica d Boltzmann), e risolvendo l’equazione generale dell’improbabilità, si ricavano i coefficienti della draconicità, così come di altre creature improbabili quali elfi e folletti. 
A questo punto, entrano in campo i costruttori: Trurl inventa un amplificatore di probabilità, con il quale la non-esistenza dei draghi può diventare assai meno probabile della norma…

Ma vi è un altro racconto certo molto interessante: Trurl e Klapaucius vengono catturati nelle propaggini dell’universo da un pirata spaziale. Essi gli promettono oro a volontà in cambio della libertà, assicurando di conosciere nientemeno che il segreto della trasformazione dei metalli in quello più prezioso (il principio della pietra filosofale).
Ma il pirata non ci sta: egli si nutre di conoscenze, non di ricchezze. E’ un pirata con la laurea. Così i due inventori ripensano la loro proposta della pietra filosofale, proponendo qualcosa di simile, concepito però per trasformare qualsiasi cosa in conoscenza, anzichè in oro. Il congegno è chiamato demonietto di seconda classe. L’informazione, dicono, è qualcosa di tangibile, trasportata tramite pacchetti dalla materia dell’universo; anche l’aria, seppure in percentuali risibili, può presentare una configurazione tale dei propri pacchetti d’informazione, in una determinata regione di spazio, che sia significativa e fruibile. La conoscenza in questione è estraibile ed assimilabile, per il pirata, proprio grazie al demonietto di seconda classe. Il congegno quindi estrae informazione dalle configurazioni casuali che di volta in volta si presentano negli atomi intorno ad esso, e la trascrive su carta.
Il racconto termina con il pirata che accetta, e viene travolto dall’immensa mole di carta di tutte le conoscenze trascritte dal demonietto, con buona pace dei due costruttori già lontani a bordo della propria navicella.

E’ evidente il richiamo al celebre diavoletto di Maxwell, declassato di rango dal suo cugino di  di seconda classe. La cosa straordinaria è l’intuizione di Lem riguardo all’informazione. La teoria che si occupa di questa potente rappresentazione dell’universo (alternativa a quella ,ad esempio, dell’energia) muoveva i suoi primi passi nel 1964 (il primo articolo sull’entropia è SHANNON 1948), l’anno di uscita di Cyberiade. E ancora erano di là da venire le sue interessanti compenetrazioni con la fisica.
L’intuizione di Lem dunque è duplice: da un lato egli pensa ad un universo rappresentato in termini di informazione ("si sa bene che tutto quello che esiste è informazione" dice il pirata), dall’altro rapporta l’informazione alla termodinamica, pensando ad un diavoletto che possa per fantasia (anzi, fantascienza) lavorare con i bit come quello di Maxwell lavora con il calore.

Inutile dire che vi consiglio Lem, Cyberiade, e la sua inesauribile inventiva, fonte di spunti scientifici e filosofici.