Ho passato gli ultimi tre mesi (passati dal post precedente) a trovare una moda alla quale conformarmi per raccogliere più utenti su questo blog…e finalmente, in questi giorni, è arrivato il segnale che aspettavo, con l'uscita di un (brutto) film sui romanzi di Lewis Carroll!

Chi è stato nelle sale in questi giorni potrebbe avere l'impressione che non ci sia poi tanta differenza tra i due libri di Alice e Fantaghirò (in assenza del tono epico proprio de  "Le cronache di Narnia" o "Il signore degli anelli"). 

Quello che Burton non è riuscito a trasmettere è che il paese delle Meraviglie non è solo un universo fantasy, così come Lewis Carroll non è solo un narratore per bambini. I due romanzi sono colmi di giochi di parole, allusioni alla matematica, la logica (simbolica, non quella della settimana enigmistica), la fisica, gli scacchi. Charles Lutwidge Dodgson (questo il suo vero nome) era infatti un matematico di livello, autore oltre che di romanzi per bambini anche di saggi scientifici e un libro, "Il gioco della logica", ristampato in tempi recenti da Boringhieri (lo consiglio a tutti).

Per rendere l'idea, vediamo dunque alcune delle allusioni contenute nel primo dei due libri (i riferimenti sono all'edizione Einaudi – gli struzzi – del 1967, che ho comprato nel mio ultimo viaggio nel tempo).

 

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– Nel primo capitolo, p.10, Alice si sta accorciando. Ad un certo punto esclama:

"Potrebbe finire, capite, che mi consumi tutta come una candela. Chissà come sarei allora?".

Prosegue il testo:

'E cercò di immaginare come è la fiammella di una candela consumata, perchè non riusciva a ricordare d'aver mai visto una cosa simile.'

Al di là del sapore zen della fiamma di una candela consumata, si può leggere in questo passaggio una allusione al concetto di limite in matematica.

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– Nel secondo capitolo, p.15, Alice cerca di riepilogare 'tutte le cose che di solito sa'. Tra queste:

Dunque: quattro per cinque fa dodici, e quattro per sei fa tredici, e quattro per sette…oh cielo! Non arriverò mai a venti di questo passo!

4 x 5 = 12 se ragioniamo in base 18 anzichè in base 10 (infatti 4×5=20, 20/18 = 1 con resto 2). Allo stesso modo, 4 x 6 = 13 in base 21. Se Alice proseguisse, probabilmente farebbe 4 x 7 = 14, in base 24. In effetti, Alice non arriverà mai  ad un risultato di 20, in quanto dopo le cifre 0-9 cominciano le lettere, e nessun risultato espresso in base 10 dividerà la base effettiva (che progredisce di 3 in 3) esattamente per 2.
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– Nel quinto capitolo, p.54, Alice ha importunato con la sua crescita rapida il nido di un piccione. Questi è terrorizzato dal pericolo che la bambina possa essere un serpente. Dice il piccione:

"Scommetto che adesso mi dirai di non aver mai assaggiato un uovo!"
[Alice:] "Ho assaggiato delle uova, certo" […] "Ma le ragazzine mangiano le uova proprio come i serpenti, sai.
[Piccione:]"Non ci credo […] ma se lo fanno, allora sono una specie di serpenti, devo per forza concludere."

 

La conclusione del piccione contiene molti echi. Alcuni rimandano alla filosofia, in particolare alla concezione essenzialista delle specie per Aristotele: il piccione potrebbe pensare che è proprietà intrinseca, definitoria dei serpenti l'essere mangiatori di uova, così come l'uomo è 'animale razionale'. Non può non essere serpente chi è mangiatore di uova!
Il ragionamento del piccione potrebbe anche avere la forma di un sillogismo (non chiedetemi di quale forma però..non ho controllato!), e rieccheggia un tipico modo di procedere delle scienze deduttive.

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– Nel sesto capitolo, p.65, Alice vede svanire il Gatto del Cheshire un pezzo alla volta, e per ultima la sua bocca. Esclama:

"Accipicchia! Ho visto spesso un gatto senza sogghigno [..] ma un sogghigno senza gatto mai! E' la cosa più buffa che abbia visto in vita mia!"

In questo passaggio c'è una bella allusione alla progressiva astrazione verso cui si stava muovendo la matematica contemporanea a Lewis Carroll. Così come possiamo trattare il numero tre in assenza di tre sedie o tre pere, così il sogghigno aleggia anche in assenza del gatto. A me questo passaggio ricorda anche un passo delle Categorie di Aristotele, in cui si discute della dipendenza della parte dal tutto (branca della metafisica detta mereologia).

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– Nel settimo capitolo, p.67, Alice arriva alla tavola del cappellaio matto. Durante una conversazione dice:

"Va bene, almeno intendo dire quello che dico… che è la stessa cosa, no?"

Ma il cappellaio matto (che per inciso è tutt'altro personaggio rispetto ad un malinconico e assennatissimo Jack Sparrow con il cerone) dissente:

"Non è per niente la stessa cosa! Allora potresti anche dire che 'vedo quello che mangio' sia la stessa cosa di 'mangio quello che vedo' !"

Il cappellaio sta mostrando ad Alice che non sempre il valore semantico di una certa proposizione è lo stesso della sua conversa. Dal punto di vista logico, si stanno confrontando in questo caso una relazione e la sua relazione inversa.

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– A p.70, Il cappellaio e il leprotto marzolino spiegano ad Alice che continuano a spostarsi in circolo intorno al tavolo, per avere sempre una tazza da té pulita. Alice si domanda allora:

Ma quando tornate ancora al posto di partenza, cosa succede?

E' una allusione al meccanismo dell'addizione in modulo n sui numeri interi. Qualcuno ha anche immaginato che il riferimento al circolo possa essere una rappresentazione della struttura algebrica denominata anello; è tale per l'appunto l'insieme degli interi con l'addizione e la moltiplicazione.

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Spero con questi accenni di aver dato un'idea dei vari livelli di lettura che quest'opera contiene. Su internet troverete informazioni anche su citazioni di altro genere – letterarie, linguistiche, storiche – con le quali Lewis Carroll ha infarcito la propria opera e nessuna rivisitazione cinematografica ha avuto molto interesse a rendere. 

Concludo segnalando un libro poco conosciuto del grande romanziere di fantascienza Fredric Brown, incentrato su accadimenti e personaggi carrolliani. Pur essendo di genere giallo-grottesco, è a mio giudizio una delle opere più vicine alla sensibilità e lo spirito originali dell'autore di Alice.

Il visitatore che non c'era
Fredric Brown
Paolillo collana I bassotti

Nella prossima parte, alcune citazioni filosofiche, matematiche, logiche e fisiche tratte dal secondo dei romanzi di Carroll, "Attraverso lo specchio".

Post scriptum – per le informazioni contenute in questa pagina ho spudoratamente copiato e rielaborato parti di: voce "Alice in wonderland" (wikipedia), sito "Alice nel paese della matematica", yahoo answers (le custodi di tutto lo scibile quotidiano).

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