Il matrimonio tra il personaggio di Lewis Carroll e la fisica è stato celebrato in varie forme.
Da un lato, "Alice attraverso lo specchio" è un testo ricco di echi, nei quali si può leggere tutto o niente. A differenza di quanto visto con "Alice nel paese delle meraviglie", i riferimenti di fisica nel secondo libro sono poco più che evocazioni, ma riescono spesso a stuzzicare la nostra immaginazione.

Dall'altro, il testo di Carroll ha fornito uno spunto a vari testi divulgativi di fisica. Posso citare due esempi su tutti.
Il primo riguarda un misconosciuto testo di un certo Wm.Garnett, apparso nel 1918 sulla Mathematical gazzette (link su jstor). Il prof. Garnett presenta una piacevole analogia riguardo la geometria euclidea della fisica classica e la geometria curva della teoria della relatività, facendone i due lati dello specchio di Alice. Egli mostra in particolare come Alice-euclidea ed il suo alter-ego non-euclideo Alicia non riescano a mettersi mai d'accordo sulle dimensioni spaziali e temporali degli oggetti che entrambe percepiscono, enfatizzando così le scoperte della teoria della relatività.
Il secondo testo è molto più prossimo a noi, e si intitola "Alice nel paese dei quanti". Non l'ho letto, ma dal titolo sembra trattarsi di una divulgazione della meccanica quantistica attraverso il personaggio di Alice. Questa si trova a passeggiare tra elettroni e doppie fenditure…

Ma torniamo al libro originale. Di seguito, presento alcune citazioni. Lo so, non c'entrano molto, ma non ho trovato di meglio rileggendo…e dire che un testo dove c'è un mondo e la sua immagine allo specchio prometteva un sacco di citazioni di ottica! Comunque qualcosa dovevo pur scrivere ora che ho promesso una seconda parte! Siate clementi.

pag.139:
"Questo è l'effetto del vivere alla rovescia – spiegò pazientemente la regina. – Dapprima tutti rimangono un po' confusi, eppure è molto comodo, poiché la memoria può così funzionare in tutti e due i sensi."
"Io sono sicura che la 'mia' memoria funziona solo in un senso – disse Alice. – Non posso ricordare le cose che non sono ancora successe."
"E' un genere di memoria piuttosto inutile quello che funziona solo per il passato". Notò la regina.

pag.144:
E andarono con tale rapidità, […], si fermarono ed ella si trovò seduta per terra senza fiato e tutta stordita.
La Regina la appoggiò contro un albero e gentilmente le disse "Adesso puoi riposare un poco".
Alice si guardò attorno sbalordita "Ma come…direi che in tutto questo tempo non ci siamo mosse di qui. Non c'è nulla di cambiato attorno a quest'albero!"
"Naturalmente -disse la regina – che cosa avresti voluto?"
"Ma nel nostro paese – fece Alice ancora un po' ansimante – generalmente si arriva in un altro luogo…dopo aver corso così presto e per tanto tempo come abbiamo fatto noi.
"Deve essere un paese molto pigro! – disse la Regina – Qui invece bisogna correre più in fretta che si può, se si vuole restare nello stesso posto. Per andare in qualche altro luogo, si deve correre almeno con una velocità doppia alla nostra".

Poichè sono solo due, ne aggiungo altre due. La prima riguarda le parole ed il loro significato:

pag.184:
"Ma gloria non significa un bellissimo e irrefutabile argomento" obiettò Alice.
"Quando io uso una parola – ribatté Bindolo Rondolo piuttosto altezzosamente – Essa significa precisamente ciò che voglio che significhi…né più né meno."
"Bisognerebbe sapere – disse Alice – se voi potete dare alle parole molti significati diversi".
[…] Bindolo Rondolo ricominciò "Alcune parole hanno un carattere molto difficile…specialmente i verbi che sono orgogliosissimi…con gli aggettivi si può fare quello che si vuole…ma con i verbi…però io le so maneggiare tutte. Impenetrabilità! E' quello che dico sempre!".
"Vorreste spiegarmi per favore – disse Alice – cosa significa questo?"
"Intendevo, con impenetrabilità, che ne abbiamo avuto abbastanza di questo argomento e che sarebbe stato il caso di dirmi, da parte tua, che cosa intendi fare dopo, perchè suppongo che non vorrai fermarti qui per tutta la vita."
"E' un voler significare troppe cose a  una parola sola" – osservò Alice in tono pensoso.
"Quando a una parola faccio fare tanto lavoro – disse Bindolo Rondolo – la pago sempre di più".

La seconda (biologia?) è semplicemente molto divertente, a mio parere:

pag.217:
"La tua parrucca ti sta benissimo – mormorò il Vespone, guardandola con espressione ammirata: – è la forma della tua testa che si presta. Le tue mandibole, però, non sono ben messe…mi sbaglio o non ti riesce di mordere bene?"
Alice iniziò con un lieve scoppio di risa, che trasformò in tosse meglio che poté. Infine le riuscì di dire in tono grave: "posso mordere tutto ciò che voglio".
"Non con una bocca così piccola – si ostinò il Vespone – si ti trovassi in una zuffa, adesso…potresti afferrare l'altro per il dietro del collo?"
"Temo di no" disse Alice.
"Beh, è perchè hai le mandibole troppo corte – proseguì a dire il Vespone – ma la cima della testa è bella tonda. […] I tuo occhi, poi… sono troppo sul davanti, è indubbio. Ne sarebbe bastato uno al posto di due, se 'devi' proprio averli così vicini…"
Ad Alice non garbò che le facessero tante osservazioni riguardanti la sua persona, e dal momento che il Vespone s'era ripreso d'animo e s'era fatto assai loquace, pensò che poteva benissimo lasciarlo per conto suo.

Non riporto tutti i riferimenti agli scacchi, perchè sono innumerevoli. Tutto il racconto è costruito come una partita, con mosse riproducibili che portano allo scacco matto. Buona lettura!

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