Category: Grotesque


Quest'anno – in particolare questa estate – ricorrono i 10 anni di un evento che e' impresso vividamente nella memoria di ciascuno di noi. No, non si tratta di quello che state pensando: a meno che non stiate pensando alla meteorica parabola di Valeria Rossi ed il suo "dammi tre parole"!
Questo orecchiabile motivetto fu la martellante colonna sonora di quell'estate di 10 anni fa. Il 2001! Ci gingillavamo con i primi euro, i Lunapop erano ancora in circolazione, TMC ci abbandonava sommessamente e montava l'indignazione per il drammatico G8 di Genova.
E c'era pure Valeria Rossi: il video ce la mostrava cosi, in desabillie', con quegli abitini a tinte bianche che si dimenava (ma niente a che vedere con le ansiolitiche popstar del 2011!) un po' scontata come scontato era il suo nome. 
La canzone, pure quella, veniva giudicata scontata. Eppure il testo, apparentemente semplice, si presta ad interpretazioni ermetiste tali da farne un buon inserto per il Pendolo di focault. Basta prendere l'incipit:

C'è solo una cura 
Io so che lo sai 
È una stanza vuota 
Io mi fiderei 

Bravo puoi capire 
Cose che non sai 
Sei il tuo guaritore 
Sei nel tuo mondo 

E che dire poi del sole, cuore amore? Non e' forse il sole uno dei piu' fortunati simboli ermetici, degno di culti ad esso intitolati ed anche influente nella formazione della dottrina cristiana?
Non andatelo a dire a MrAnonimous07, perche' di sicuro verrebbe fuori che ci sono di mezzo gli illuminati, ed il successo della cantante romana (cosi' come quelli piu' recenti di Ryhanna e Katy Perry) e' dovuto in realta' alla devozione per il signore delle tenebre!

Insomma, se la canzone 'prendeva' non era solo per l'ape gigante che volteggiava nel video (altro simbolismo?),  non era solo per quel visetto, fresco ma reso misterioso dalle due simil-branchie lo solcavano ai lati della bocca: c'era un testo decisamente ipnotico, denso di messaggi subliminali e probabilmente proclami per la conquista del mondo. E l'ammaliante miagolio che contrassegnava lo stile canoro di Valeria lo rendeva ancora piu' ipnotico.

Eppure, in fondo, si sente che le sue intenzioni non erano malvage ne' guidate dal principe delle tenebre. Tutto sommato la si ricorda con affetto: uno di quei momenti di leggerezza e cretineria collettiva che alla fine si legano, nella memoria, a giovinezze della nostra vita, molto piu' di fatti ben piu' tragici e significativi. 
Ed il suo fu davvero un unicum: ci provo' ancora, dopo quel magico 2001, ma il successo delle tre parole era impossibile da ripetere (o forse gli illuminati l'avevano abbandonata).
Depressione, alcolismo? Decisamente no. 
Le cose non vanno affatto male. Valeria Rossi e' tutt'ora in attivita' come compositrice di testi, principalmente per altri cantanti italiani di fascia intermedia, ed occasionalmente anche per quel plotone di coatti e defilippiani che premono all'ingresso di X-Factor: tutti 'interpreti', quasi nessuno 'cantautore'.
A giudicare dall'intervista rilasciata a Libero (brr) appena un anno fa – link – al momento Valeria e' felice, quasi sollevata che quella cascata di notorieta' sia durata il tempo di un'estate di inzio millennio.
Dunque possiamo dire che questa storia italiana di una meteora e del suo tormentone ha davvero un lieto fine. Tutto cio' e' confortante.
(Thumbs up se adesso correte a riascoltarvi sole cuore amore!)

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Aggiornamento: e se Valeria Rossi fosse tornata nelle dubbie vesti di Arisa? Link La suggestiva ipotesi andrebbe a confermare il gusto per il doppio e per il criptico della Nostra…

 


 

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Avevo appena finito di scrivere un nuovo post, sulle citta' fantasma:

  • Pripijat' (Ucraina), circondata dalla foresta rossa, a due passi dalla centrale di Chernobyl.
  • Consonno (Italia), sinistro paese dei balocchi abbandonato.

Splinder maledetto, mi hai distrutto il post 😦

Vi lascio solo una suggestiva immagine di Pripijat' che ho trovato con Google earth:

Ed una di Consonno (il particolare kitsch dell'albergo in stile orientale):

Inquietanti, non trovate?

Le leggende metropolitane sono sempre state una fonte di fascino per chi ha molto tempo libero.
C'e' in esse una componente inquietante e mistica, che fa tentennare o quantomeno sussultare anche il piu' razionale uditore.
L'Italia ha il suo bagaglio specifico di leggende metropolitane. Spesso riflettono un timore diffuso, che caratterizza una certa epoca. Ad esempio negli anni '80-'90 fiori' la leggenda di misteriosi 'untori' che adescassero ignare persone in discoteca, avessero un rapporto con loro, e abbandonassero la casa dello sventurato all'alba lasciando solo una scritta col rossetto sullo specchio del bagno: "benvenuto nel mondo dell'AIDS".
Od ancora, altri misteriosi individui sarebbero responsabile del seguente atroce misfatto: fissare lamette da barba alla meta' degli scivoli nei parchi giochi per vedere poi bimbetti orribilmente squarciati a meta'. Non dite che ora che lo sapete non farete un controllo la prossima volta che vi avvicinate allo scivolo.
Spesso le paure raccontate da queste leggende sono caratterizzate dal descrivere avvenimenti del tutto indipendenti dalla nostra volonta'. Fatti ineluttabili quanto terribili, per i quali non possiamo mai abbassare la guardia ma sembra impossibile non esserne colpiti.
In particolare nell'ultimo mese abbiamo assistito alla nascita di due nuove leggende metropolitane tutte italiane.
La prima riguarda la paura degli attentati. Dopo la morte di Bin Laden il mondo occidentale resta in allerta per via delle possibile azioni di rappresaglia. Certuni (le leggende metropolitane non hanno mai un referente preciso) a Milano hanno riferito di avere fatto un favore ad un arabo, per strada ed in modo del tutto fortuito. A mo' di ringraziamento, si sono sentiti consigliare "di non prendere la metropolitana in Maggio".La seconda leggenda e' una previsione del visionario para-sismologo Raffaele Bendandi. L'inventore riminese che vantava di prevedere i sismi con metodi non convenzionali. Metodi che non sono stati verificati oppure non hanno passato il vaglio di una indagine scientifica. Ma nonostante cio', tra le carte che Bendandi ha lasciato ci sono alcune previsioni future. Una riguarda proprio la data di oggi: 11 maggio 2011, sisma di enorme gravita' sconvolgera' Roma.

Ora, Roma non e' zona sismica. Non c'e' mai stato un sisma a Roma dai tempi della Pangea. Nonostante cio', la profezia di Bendandi e' fiorita come una vera e propria leggenda metropolitana. Tanto che oggi molti negozi cinesi a Roma sono rimasti chiusi, molti si dice hanno lasciato la citta', e chi e' passato per il centro ha descritto una capitale insolitamente silenziosa e sgombra di traffico. Per ora nulla e' successo, ma c'e' tempo fino alla mezzanotte ;-)….

Nella sua "Pace" Tonyosullascogliera conclude con un diluvio universale. E perche' invece non una pandemia? Io suggerisco la malattia del sudore, morbo poco conosciuto ma con caratteristiche suggestive, tra qui un decesso pittoresco e rapidissimo, unito a cause ancora assolutamente misteriose.

La malattia del sudore (sudor anglicus) e' un misterioso quanto micidiale morbo diffusosi a piu' riprese nell'Inghilterra del XVI secolo, dopo un primo focolaio nel 1485.
Come dice il nome, la malattia si manifesta nella sua fase intermedia con grandi ondate di sudore unite ad una alta temperatura corporea, palpitazioni, disidratazione, delirio. Questi momenti sono preceduri da una fase iniziale dove il portatore e' percosso da brividi incontrollabili, senso di apprensione, dolori alla testa ed alle articolazioni. (Quindi la prossimo volta che avete male al collo, e' perche' potreste avere la malattia del sudore.) Infine l'apprensione lascia spazio ad una irresistibile sonnolenza che porta ad un vero e proprio collasso da sonno, il quale in poco tempo conduce alla morte.
 
 
Mentre altre famose malattie inesorabili (peste, malaria) hanno comunque un periodo di incubazione 

quantificabile in giorni, la malattia del sudore porta alla morte dopo appena 3-6 ore dal manifestarsi dei primi sintomi, con una probabilita' di guarigione sotto il 10%. Una velocita' senza pari nella storia delle pandemie.
 
La malattia dall'Inghilterra si diffuse poi nell'Europa continentale, comprese le regioni mediterranee come Francia ed Italia. Non si tratto' tuttavia una epidemia di grande portata, per via dell'estrema rapidita' della malattia, che impediva al portatore di diffondere a sufficienza il morbo una volta contratto. Non si hanno piu' notizie di focolai di malattia del sudore dal 1578.
 
A differenza di molti altri mali del tempo, la malattia del sudore ha la peculiarita' di manifestarsi con maggiore frequenza tra le classi agiate. E' rimasto negli annali il caso della dinastia dei Duchi di Suffolk, dove i due eredi maschi, poco piu' che infanti, furono colpiti dalla malattia e morirono in poche ore.
 
Come spesso succede quando ci vanno di mezzo le posizioni di potere, fior di medici e fiosologi si mobilitarono per indagare il morbo e trovare cause. Eppure, ancora oggi le cause della malattia del sudore restano avvolte nel piu' completo mistero. L'ipotesi piu' consistente e' che sia da attribuirsi a scarse condizioni igeniche, ma questo non spiega come mai i nobili furono i piu' colpiti. Inoltre, poiche' la malattia si manifesto' in un'eta' per molti aspetti pre-medica, non siamo neppure a conoscenza di quale agente virale o batterico sia il portatore della malattia.
 
 
Ad ogni modo, gli sforzi dei luminari del tempo per estirpare il male portarono una certa mole di pubblicazioni.
La fonte piu' autorevole e' un testo datato 1551 del fisiologo John Caius, che titola: A Boke or Counseill Against the Disease Commonly Called the Sweate, or Sweatyng Sicknesse.
Ma piu' curioso e' il caso dell' "Eyn Regi" (foto in alto), volume pubblicato a Maburgo nel 1529. Coincidenza vuole che proprio questa citta' dia il nome ad un illustre 'discendente' della malattia del sudore, il morbo di Maburgo, prossimo al piu' noto virus Ebola. Come l'ormai dimenticato morbo inglese, queste febbri virali si manifestano con inusitata violenza, unite pero' ad appariscienti emorragie da ogni orifizio del corpo, ed infine (nel caso dell'Ebola) una mortalita' che sfiora il 90% dei casi. Per un approfondimento sul virus Ebola – del quale a sinistra potete vedere una foto al microscopio – suggerisco il documentario "Ebola Syndrome" di Herman Yau con il noto immunologo giapponese Anthony Wong.

 

 Giacch’e’ siamo sotto Capodanno, e’ venuto il momento di parlare di…

 


COMBUSTIONE UMANA SPONTANEA

Una delle morti piu’ inspiegabili ed atroci: il corpo umano brucia all’istante dall’interno, riducendosi in cenere senza neanche dare il tempo alla persona di urlare o provare dolore. Le testimonianze raccolte su questo fenomeno non hanno ancora condotto a una teoria scientifica convincente delle sue cause.

  Ma esiste davvero? 

Quanto e’ frequente?
Quali potrebbero essere le cause?

 

Un caso emblematico: la misteriosa morte di Mary Hardy Reeser

Tra i numerosi casi, questo e’ il piu’ documentato.

La sera del 30 Giugno 1951 la signora Reeser, 57 anni, va a letto presto e decide di prendere un sonnifero (testimonianza del nipote).
Alle 5 del mattino la padrona di casa, Signora Carpenter, sente un lieve odore di bruciato, ma lo attribuisce ad una pompa surriscaldata, cosi’ fa un breve accertamento in garage prima di tornare a dormire.
Alle 8 la signora Carpenter bussa ripetutamente alla porta della Reeser per consegnarle un telegramma. Preoccupata dall’assenza di risposta, si fa aiutare da alcuni passanti, e butta giu’ la porta d’ingresso.

Un calore dirompente avvolse i soccorritori, ma non c’era nessun segno visivo di incendio. Invece i pavimenti ed i soffitti erano ricoperti di una sostanza oleosa. A parte un mucchietto di cenere, della signora Reeser restavano un piede intatto con tanto di pantofola, alcuni resti di organi interni, la colonna vertebrale ed il teschio semicarbonizzato. Nessuno nella notte aveva sentito la signora urlare, mentre prendeva presumibilmente fuoco.

Links alle foto (non voglio turbare i sonni di alcuni inserendole direttamente nella pagina): Uno, due, tre.

Evidenze empiriche

Il racconto di chi ha assistito a questo fenomeno lo descrive sempre con alcune caratteristiche comuni, riguardo il luogo della combustione, la descrizione dei resti umani, l’identikit dei soggetti colpiti.

  • Il particolare piu’ grottesco: gli arti inferiori e spesso parti degli arti superiori restano assolutamente intatte – non bruciano.
  • Tutti gli organi interni prendono invece fuoco e diventano all’istante cenere biancastra.
  • Perche’ un corpo umano bruci e’ necessario un calore di almeno 1000 gradi (quello dei forni crematori). Tuttavia, incredibilmente, l’ambiente circostante non sembra danneggiato dalla combustione. Questa deve dunque avvenire in un luogo del corpo circoscritto.
  • Le vittime sono in maggioranza donne – abusatori di farmaci – alcolisti – accaniti fumatori.
  • I testimoni oculari hanno riportato che le persone colpite sembravano apparentemente calme e incapaci di sentire dolore, mentre bruciavano.
  • Una sostanza oleosa (probabilmente lo sciogliersi dei grassi) ricopre il pavimento dove e’ accaduta la combustione.

Le ipotesi

La teoria dell’ "effetto stoppino": sostanze infiammabili come alcool e sigarette (la maggior parte dei soggetti colpiti sono etilisti e tabagisti)  prendono contatto con le sostenze adipose di cui buona parte della nostra superficie e’ composta, causando una combustione che si propaga all’interno. Questo spiegherebbe anche perche’ i piedi – dove non c’e’ grasso – vengano risparmiati dal fuoco.
Problema 1: alcuni dei soggetti non erano a contatto con nulla che fosse infiammabile – sigarette o alcool. 
Problemone 2: le ossa dovrebbero impiegare alcune ore per dissolversi, lasciando una polvere grigia. Invece si dissolvono all’istante, lasciando una polvere bianca.

La teoria della reazione chimica interna: la prima variante e’ che l’alta presenza di una sostanza infiammabile (ad esempio l’alcol) nel sangue possa combinarsi chimicamente con altri agenti interni del corpo e provocare un incendio interno che si propaga all’esterno. Una seconda variante e’ che l’idrogeno e l’ossigeno dentro i mitocondri possano reagire in modo tale da provocare una esplosione interna, e conseguente effetto a catena a livello cellulare.

Paranormale e parapsicologia: e qui chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Si va dai fulmini globulari a poltergeist sadici assassini.

 
 


Fonti bibliografiche


 
 
 
 
 

Ecco una storia che e’ piaciuta alla mia sensibilita’ grandguignolesca.

La sera del 10 settembre 1945, Lloyd Olsen, del Colorado, era occupato in una delle mansioni che come contadino era solito svolgere: tagliare la testa ad un pollo a scopo di brodo.

Solo che Lloyd sbaglio’ leggermente il colpo, e la lama dell’ascia colpi’ molto in alto il collo del pennuto. La giugulare del collo rimase intatta, un rapido coagulo fece in modo che il sangue quasi non uscisse dal corpo. L’altezza del colpo fece si che un orecchio, nonche’ buona parte del tronco celebrale, rimanessero attaccati all’animale.

Mike (il pollo gia’ si chiamava cosi’ o fu un battesimo dovuto alla fama?) poteva ancora sentire e pensare. Ma la sua non fu l’agonia di pochi minuti: con grande sgomento, Olsen vide l’animale riprendere energie e sgattaiolare via sulle proprie zampe!

Nei giorni successivi, il pollo non solo vegetava, ma prosperava. Olsen lo nutriva amorevolmente con gocce lasciate cadere nell’esofago. Ingrasso’ da 1300 grammi a 3300. Rischiata la vita una volta, ora non era piu’ la mira di velleita’ culinarie, bensi’ un fatto curioso da far conoscere al pubblico.

Olson porto’ l’animale all’Universita’ dello Utah. Mike era decapitato da una settimana, ma gli scienziati non poterono che constatare le incredibili circostanze anatomiche di cui sopra, che avevano fatto si che fosse sopravvissuto all’evento. Il pollo divenne una celebrita’, perennemente in tournee’, protagonista delle copertine di Times e Life.

Mike mori’ in una camera d’albergo nel marzo 1947. Il suo padrone aveva dimenticato il contagocce che usava per pulire l’esofago, e l’animale rimase soffocato.

Il mito di Mike il pollo senza testa rivive nella festa che gli abitanti di Fruita, Colorado, dedicano ogni anno all’indimenticata star del luogo.